Giù nei vecchi mondi di Cordwainer Smith

«Tra i Nuovi Maestri della science fiction che hanno fatto la loro comparsa negli ultimi venti anni, l’uomo chiamato Cordwainer Smith è certo uno dei più grandi»: questa l’opinione di Frederik Pohl, cui fa eco l’apprezzamento unanime dei critici specializzati. Secondo P. Schuyler Miller, recensore di Analog, «non ci sono altri racconti come quelli di Cordwainer Smith, e non ci sono mai stati». Per Robert Silverberg, Smith non si deve considerare un autore contemporaneo, ma un viaggiatore del tempo, un visitatore proveniente da quel futuro che egli descrive. Algis Budrys, recensore di Galaxy, è ancora più entusiasta: a suo giudizio Smith non inventa storie, fa invece della cronaca… dal punto di vista di un dio. Tutte queste espressioni elogiative, oltre che dal particolare stile evocativo di Smith, nascono evidentemente anche dalla complessa struttura che l’autore ha voluto dare alla propria narrativa: la descrizione totale di un universo meraviglioso e crudele, fantastico e allucinante. Attraverso i suoi racconti, possiamo essere partecipi della vita e delle emozioni di quell’universo, delle sue bellezze e dei suoi orrori, delle sue leggende e della sua storia. In questa antologia, che segue L’astronave d’oro da noi già pubblicata in Futuro-Pocket, sono comprese le ultime tessere che ancora mancavano, nel nostro paese al grandioso mosaico elaborato di Cordwainer Smith.

Editore: FanucciPrezzo: L. 2.200
Collana: Futuro. Biblioteca di fantascienzaCopertina flessibile
196 pagineIn vendita da marzo 1975

Cordwainer Smith

È lo pseudonimo del professor Paul Linebarger che fu consulente del governo americano per gli affari orientali, esperto nella guerra psicologica, docente di politica asiatica nella Scuola John Hopkins di Washington. Nato nel 1913 a Milwaukee, si laureò all’Università di Baltimora nel 1936: autore di libri di politica e psicologia, la sua prima storia di fantascienza apparve nel 1950: benché la sua produzione non sia abbondante, viene considerato oggi un classico del genere. È morto nel 1966.

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