I reietti dell’altro pianeta di Ursula K. Le Guin

Due pianeti gemelli, Urras e Anarres, sono l’uno la «luna dell’altro». Ma Urras, quasi desertico, non aveva mai favorito gli insediamenti umani, fino a quando non vi migrarono in massa i seguaci di Odo, che erano in contrasto insanabile con la società del benessere che prosperava (e contìnua a prosperare) su Anarres. Da allora gli Odoniani hanno creato una società di sopravvivenza, consona tuttavia ai loro ideali: una «fratellanza» da cui sono esclusi I sentimenti stessi di proprietà, di governo e di autorità. I contatti fra i due pianeti sono esigui, benché non interrotti, ma un muro chiude il porto franco in cui scendono le navi spaziali Anarresiane, e salvaguarda come un cordone sanitario gli «anarchici», i nullatenenti di Urras dalle idee (non meno che dai microbi) di Anarres. Le doti narrative e immaginative di Ursula Le Guin emergono in questo libro. Attraverso una descrizione fitta di particolari affascinanti, l’autrice ci dà il ritratto di due opposti modi del vivere civile: da una parte una profonda analisi di una società opulenta, dall’altra la sottile rete di «precetti» e di «rituali» in cui ricade anche una società fondamentalmente anarchica. L’elemento che mette a fuoco le due opposte situazioni è l’esperienza di Shevek, il genio matematico che, con un apparente tradimento, accetta un invito a lavorare sul pianeta dei « ricchi » e dei « proprietari », spinto dal proprio desiderio di abbattere le barriere dell’odio e della diffidenza, simboleggiate dal muro che chiude il porto di Anarres. Sarebbe fin troppo facile trovare, in questo romanzo, le analogie con situazioni del nostro mondo: la posizione delle donne nella società, i meriti del socialismo e dell’anarchismo, la posizione della persona di genio all’interno di una cultura sono solo alcuni degli argomenti presi in esame. E le prospettive che ci vengono mostrate, l’essenziale senso della Storia come «lavoro da fare» tra rischi e incertezze, sono rivelatori. «I reietti dell’altro pianeta» ridà vita alla tradizione utopistica a favore della nostra ambigua epoca di speranza e di terrore, e porta magistralmente la fantascienza all’altezza della grande letteratura umanistica. Ci parla con una voce rabbiosa, compassionevole, saggia, affascinante. Una sintesi per i nostri tempi, un avvenimento letterario e culturale di primo ordine (Darko Suvin).

Editore: NordPrezzo: L. 3.500
Collana: SF Narrativa d’AnticipazioneCopertina flessibile
334 pagineIn vendita da marzo 1976

Ursula K. Le Guin

Ursula Kroeber Le Guin è nata a Berkeley, in California, nel 1929, figlia dell’antropologo Alfred L. Kroeber e della scrittrice Theodora K. Kroeber. È laureata in letteratura francese e italiana alla Columbia University. Abita da una decina d’anni a Portland, dove il marito è professore di storia francese presso la locale Università. Nel 1970 ha ricevuto i premi Hugo e Nebula per il romanzo La mano sinistra delle tenebre, e nel 1972 ha ricevuto nuovamente il premio Hugo per The Word for World Is Forest. Nel 1974 la sua opera The Farthest Shore ha vinto uno dei più importanti premi americani, il National Book Award. Il presente I reietti dell’altro pianeta è la sua opera più recente ed è stato salutato come l’opera di fantascienza più significativa degli ultimi anni. Di Ursula Le Guin l’Editrice Nord ha già pubblicato nella serie Cosmo il romanzo La falce dei cieli (n. 37).

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