Scrutare nel buio di Philip K. Dick

Scrutare nel buio è l’ultimo romanzo scritto da Philip Kindred Dick, uno degli autori più famosi ed acclamati della fantascienza americana degli anni sessanta. Dopo un periodo oscuro in cui è stato preda della droga, e da cui è uscito solo con un grosso sforzo di volontà, Dick è tornato a scrivere introducendo nelle sue opere un impegno morale e una profonda partecipazione personale. Episodio temporale (pubblicato dalla Nord l’anno scorso) e soprattutto questo Scrutare nel buio sono romanzi apertamente autobiografici, in cui Dick riprende esperienze da lui stesso vissute. Scrutare nel buio è ambientato in una America futura molto vicina a noi, ed è il ritratto di una società popolata di drogati, di zombie senza passato e senza futuro che vivono in un presente perennemente confuso, in cui la realtà (come in ogni romanzo di Dick che si rispetti) si dissocia e si deforma imprevedibilmente, e le cose e le situazioni non sono mai quello che sembrano in apparenza. Scrutare nel buio è anche la storia di Bob Arctor, agente segreto della Squadra Narcotici di una contea californiana, che per scoprire e arrestare i trafficanti di droghe pesanti si immerge nell’ambiente delle cosiddette «teste acide». Ma, poco a poco, anche lui va assuefacendosi alla droga, alla sostanza «M», M come Morte, e la sua personalità va sempre più scomponendosi; da una parte Fred, l’agente della Squadra Narcotici che riferisce ai suoi superiori gli sviluppi delle sue indagini e mantiene un atteggiamento distaccato e severo nei confronti dei tossicomani, e dall’altra Bob Arctor, il drogato partito, che si perde in lunatiche conversazioni con i suoi compagni di casa, Barris e Luckman, o in paranoiche meditazioni. E così anche davanti ai suoi piedi si spalanca il baratro della follia e della disperazione. A proposito di quest’opera Dick ha dichiarato: «Credo che Scrutare nel buio sia un capolavoro, forse l’unico capolavoro che scriverò mai… perché è unico ». Probabilmente alcuni negheranno che questo romanzo sia un capolavoro (le opinioni dei critici sono sempre molto discordi da quelle degli scrittori riguardo le loro opere); rimane tuttavia il fatto che si tratta di un romanzo veramente «unico», pieno di quel folle umorismo dickiano, pieno delle sue tipiche metafore paranoiche, ma scritto con un’intensità demoniaca, con una partecipazione emotiva che ne fa una specie di testamento letterario.

Editore: NordPrezzo: L. 3.500
Collana: SF Narrativa d’AnticipazioneCopertina flessibile
268 pagineIn vendita da febbraio 1979

Philip K. Dick

Philip Kindred Dick è nato a Chicago, il 16 dicembre del 1928, ma è vissuto per la maggior parte della sua vita in California, a Los Angeles e nell’area della Baia. Il suo maggior interesse oltre allo scrivere, è la musica classica. Ha iniziato a scrivere fantascienza nel 1952, ma le sue opere migliori sono apparse intorno al 1960. I  suoi  capolavori riconosciuti, oltre a La svastica sul sole (Cosmo Oro n. 29), vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo nel 1962, sono I simulacri, Noi marziani (Cosmo Argento n. 28), La penultima verità, I giocatori di Titano.

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