I giocatori di Titano di Philip K. Dick

Tra i vug, i telepatici e gelatinosi abitanti di Titano, ed i terrestri regna una tregua apparente: i vug hanno vinto la guerra con gli umani ed ora controllano il terzo pianeta, aiutando i pochi superstiti a ricostruire il loro mondo distrutto. Ma le cose stanno davvero così? La sterilità che ha colpito quasi tutti gli umani e che essi tentano invano di combattere con uno scambio delle coppie basato sul Bluff, il nuovo gioco introdotto dai titaniani, è davvero un fenomeno naturale, oppure è un effetto indotto da qualche fazione vug ostile ai terrestri? Chi ha ucciso Luck Luckman, l’uomo più potente e prolifico della Terra? E perché? Poco per volta, in un continuo rovesciamento delle situazioni, le trame nascoste verranno allo scoperto, e sarà proprio in base al risultato di un’incredibile partita tra un gruppo di esseri umani ed i misteriosi e nebulosi giocatori di Titano che si deciderà il destino della Terra. Un romanzo raffinato in cui Dick esemplifica il suo concetto del rapporto con l’alieno, lo sconosciuto: uno sconosciuto spesso ostile all’uomo, che rappresenta un ordine superiore ma che è anche la manifestazione delle paure dell’inconscio umano.

Editore: NordPrezzo: L. 2.500
Collana: SF Narrativa d’AnticipazioneCopertina flessibile
212 pagineIn vendita da febbraio 1980

Philip K. Dick

Philip Kindred Dick è nato a Chicago, il 16 dicembre 1928, ma ha trascorso la maggior parte della sua vita in California. Il suo maggiore interesse, oltre allo scrivere, è la musica classica. Ha iniziato a scrivere fantascienza nel 1952, ma il suo primo romanzo risale al 1955. Da allora ha prodotto una trentina di romanzi che sono stati tutti tradotti in Italia. Nel 1963 ha vinto il premio Hugo con La svastica sul sole (Cosmo Oro n. 29) ed in quel periodo ha prodotto le sue opere migliori, come questo I giocatori di Titano, e I simulacri (di prossima pubblicazione su Cosmo Oro), Noi marziani (Cosmo Argento n. 28), La penultima verità. Dopo aver attraversato un momento molto drammatico verso la fine degli anni sessanta per la sua dedizione alla droga, quando venne addirittura ricoverato in una clinica psichiatrica, si è poi ripreso ed ha ricominciato a scrivere, producendo opere di altissimo livello letterario ed umano come Episodio temporale (SF Narrativa d’Anticipazione n. 8) e Scrutare nel buio (SF Narrativa d’Anticipazione n. 14), romanzo quest’ultimo chiaramente autobiografico, pieno di impegno morale e di grande vigore.

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