La penultima verità di Philip K. Dick

Da quindici anni la quasi totalità degli uomini si era rifugiata nei «formicai» sotterranei per sfuggire agli orrori della guerra atomica combattuta in superficie dagli eserciti di robot. Là sotto gli umani lavoravano e soffrivano producendo il materiale necessario allo sforzo bellico. Ma quando Nicholas St. James fu costretto dai suoi compagni a salire alla superficie sfidando le radiazioni atomiche e le armi batteriologiche per procurarsi un pancreas artificiale indispensabile per tenere in vita un vecchio amico, scoprì che la guerra era finita ormai da tredici anni e che la Terra, tornata verde e abitabile, era stata spartita in immense tenute dai dirigenti dei due blocchi nemici che avevano perpetuato la finzione del conflitto all’unico scopo di dominare indisturbati il mondo… E la vera lotta si svolgeva, a un livello molto più segreto e sottile, tra i diversi gruppi che desideravano impadronirsi del potere supremo. E chi avrebbe avuto la meglio? Il vecchio e mostruoso Stanton Brose, un incubo di organi artificiali guidato da un cervello astutissimo, l’uomo più potente e più temuto del mondo? O Webster Foote, dotato di poteri extrasensoriali e capo di una colossale polizia privata? Louis Runcible, il costruttore dei giganteschi condomini in cui venivano rinchiusi gli evasi dai «formicai»? O ancora David Lantano, il misterioso giovane senza passato che si muoveva con tanta sicurezza in questo complesso mondo di intrighi segreti?

Editore: NordPrezzo: L. 4.000
Collana: SF Narrativa d’AnticipazioneCopertina flessibile
210 pagineIn vendita da giugno 1981

Philip K. Dick

Philip Kindred Dick è nato a Chicago, il 16 dicembre 1928, ma ha trascorso la maggior parte della sua vita in California. Oltre allo scrivere, si interessa molto anche di musica classica e in gioventù ha lavorato in un negozio di dischi. Ha iniziato a scrivere fantascienza nel 1952, ma il suo primo romanzo risale al 1955. Da allora ha prodotto una trentina di romanzi che sono stati tutti tradotti in Italia. Nel 1963 ha vinto il premio Hugo con La svastica sul sole, e in quel periodo ha scritto le sue opere migliori: I simulacri, Noi marziani, I giocatori di Titano, e questo La penultima verità. Dopo aver attraversato un momento molto drammatico verso la fine degli anni Sessanta per la sua dedizione alla droga (venne addirittura ricoverato in una clinica psichiatrica), si è poi ripreso ed ha ricominciato a scrivere, producendo romanzi di altissimo livello letterario e umano, come Episodio temporale e Scrutare nel buio, opere dai toni chiaramente autobiografici e piene di impegno morale.

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