Noi marziani di Philip K. Dick

Nel 1994, la Terra pare aver dimenticato i grandiosi progetti interplanetari e concede soltanto le briciole alle piccole colonie marziane. Il quarto pianeta è ancora pressoché disabitato e i lunghi anni di disinteresse delle autorità hanno favorito lo sviluppo di ogni sorta di traffici, dal contrabbando alla speculazione sulle aree lungo la preistorica rete di canali, uniche irrigue. Perciò, solo i profittatori, su Marte, sono più agguerriti che mai. Il loro massimo esponente è l’abile e tirannico Arnie Kott, il quale, pur sapendo che la Terra, un giorno o l’altro, verrà a minacciare la sua supremazia, si augura che quel giorno sia ancora lontano e non ha affatto l’intenzione di rinunciare a ciò che considera un suo buon diritto: volgere a proprio uso e consumo le migliori risorse del pianeta. E, in effetti, chi mai potrebbe fermare la rapacità di Arnie? Il misterioso progetto su una desolata catena di montagne? o le antichissime tradizioni dei pochi aborigeni marziani superstiti? o forse una realtà molto più sottile e sconvolgente: l’abisso spalancato negli occhi di Manfred, il bambino che conosce il futuro?

Editore: NordPrezzo: L. 4.000
Collana: SF Narrativa d’AnticipazioneCopertina flessibile
256 pagineIn vendita da gennaio 1983

Philip K. Dick

Philip Kindred Dick (1928-1982) ha iniziato a scrivere fantascienza verso il 1955 e da allora ha prodotto una trentina di romanzi quasi tutti tradotti in Italia. Nel 1963 ha vinto il prestigioso Premio Hugo con La svastica sul Sole e in quel periodo ha scritto le sue opere migliori: I simulacri, I giocatori di Titano, La penultima verità e questo Noi marziani. Dopo aver attraversato un momento molto drammatico della sua vita verso la fine degli anni settanta per la sua dedizione alla droga (fu ricoverato in ospedale psichiatrico per curarsi e disintossicarsi) Dick riprese a scrivere con rinnovato impegno e produsse romanzi di altissimo livello letterario e umano. Ricordiamo Episodio temporale e Scrutare nel buio, opere dai toni chiaramente autobiografici e piene di impegno morale. Nel 1982 una crisi cardiaca interruppe la sua carriera lasciando un incolmabile vuoto nel mondo della fantascienza dove difficilmente qualcuno riuscirà ad eguagliare l’impatto che ogni romanzo di Dick aveva sui lettori di fantascienza di tutto il mondo.

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