I pirati di Venere di Edgar Rice Burroughs

Questo primo romanzo del Ciclo di Venere, del 1934, opera meno famosa dell’autore di Tarzan si inserisce nel filone della costruzione di un mondo utopico/distopico, filone iniziato da H. G. Wells nella Macchina del Tempo nel 1902. In questo caso la società abita su Venere, pianeta che, a causa della fitta coltre di nubi, è stato sempre sconosciuto ai vari astronomi e scienziati, e ipotizzato come inadatto alla vita. Lo stesso autore ha scritto altri cicli di romanzi di fantascienza, come il ciclo di Pellucidar e il ciclo di Marte. I suoi romanzi ricoprono un posto importante nella storia della fantascienza e offrono vari spunti di riflessione.

Editore: Parole d’ArgentoPrezzo: € 8,84 / € 4,00
ISBN: 9798688722543Copertina flessibile / Ebook
190 pagineIn vendita dal 1 gennaio 2021

Edgar Rice Burroughs

Nato a Chicago nel 1875, è morto a Encino, in California, nel 1950. È stato un famoso scrittore statunitense. Dopo anni di vagabondaggio, durante i quali fu soldato, cow boy, cercatore d’oro, imprenditore senza fortuna, acquistò grandissima popolarità con la pubblicazione di Tarzan delle scimmie (Tarzan of the apes, 1914), primo di una serie di romanzi che furono tradotti in cinquantasei lingue e ripresi dal cinema e dai fumetti. Il personaggio di Tarzan – aristocratico di origine e «selvaggio» per educazione, dominatore dei codici del mondo animale – ha conquistato l’immaginazione di milioni di lettori, creandosi uno spazio nella mitologia contemporanea. Un altro, meno noto, ciclo di romanzi di B. è quello fantascientifico, con storie ambientate su Marte e su Venere.

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