Su Marte! di Aleksandr Bogdanov

In un solo volume l’intera produzione narrativa di Aleksandr Bogdanov: Stella Rossa, Ingegner Menni, Un Marziano Abbandonato sulla Terra, poemetto incompiuto che secondo i piani dell’autore sarebbe dovuto essere il terzo episodio della serie marziana e, per la prima volta, La Festa dell’Immortalità, un racconto totalmente inedito in Italia. «L’utopia marziana di Bogdanov, il Socialismo Realizzato, non è affatto privo di contraddizioni. Il conflitto che muove ogni storia, da quella degli uomini a Cappuccetto Rosso, non è evaporato al sol dell’avvenire, per il semplice fatto che una società ideale senza conflitti non sarebbe ideale: sarebbe un inganno, per quanto nobile». – Dalla prefazione di Wu Ming a Stella Rossa

Stella Rossa: Leonid, giovane matematico e rivoluzionario marxista, che vive a San Pietroburgo, riceve la visita di un misterioso individuo di nome Menni. I due ben presto sviluppano un’intesa, dettata dalla fervente passione per le idee rivoluzionarie e per i principi e lo sviluppo scientifico. Menni, che si scoprirà essere un marziano sotto mentite spoglie, invita Leonid ad accompagnarlo in un viaggio alla scoperta di altri pianeti, come Venere e Marte. Così, a bordo di un razzo a propulsione nucleare, partono alla volta del Pianeta Rosso e durante il lungo viaggio Leonid ha la possibilità di apprendere la lingua marziana, oltre a parte della storia di quel nuovo, curioso mondo. Una volta atterrato, il terrestre inizia a studiare la civiltà socialista marziana. Notando il livello di avanzamento della società, lo sviluppo delle fabbriche, delle scuole, delle strutture mediche, dei musei e degli istituti di ricerca su Marte, Leonid si convince della superiorità del socialismo marziano rispetto al capitalismo che in quel momento imperversa sulla Terra. Durante la sua visita, il terrestre si innamora perdutamente di Netti. Questo solo dopo aver imparato a distinguere il sesso dei marziani, a prima vista non così identificabili agli occhi di un umano. L’avventura di Leonid su Marte, però, non si rivela così idilliaca. Dopo qualche tempo scopre che esistono dei piani per la colonizzazione della Terra, azione possibile soltanto dopo lo sterminio degli abitanti del mondo. La rivelazione pone Leonid in situazione di agire e di cambiare per sempre il proprio destino e quello del pianeta da cui proviene. Stella Rossa affronta temi cruciali come il dilemma dell’idealismo socialista e della visione bogdanoviana dell’organizzazione armonica e artistica della cultura proletaria proiettata in un intreccio utopico già chiaro nel sottotitolo dell’opera: romanzo-utopia. Si affrontano, inoltre, argomenti quali lo sviluppo scientifico e tecnologico, portato e spinto sino all’esasperazione nella società marziana, quasi ponendo un pionieristico interrogativo sulla sostenibilità e sul rispetto della Terra.

Ingegner Menni: Scritto e pubblicato dopo Stella Rossa, Ingegner Menni è la seconda parte della dilogia marziana e l’ultima opera di narrativa compiuta di Aleksandr Bogdanov. Collocato prima in linea temporale rispetto al capolavoro con protagonista il rivoluzionario pietroburghese Leonid, il romanzo viene presentato da questi come una sua traduzione destinata al popolo terrestre di un importante libro proveniente dal Pianeta Rosso. Bogdanov sfrutta questo stratagemma letterario per raccontare la storia marziana dei circa duecentocinquanta anni che precedono Stella Rossa attraverso tre generazioni della famiglia dell’ingegner Menni, descrivendo così l’avvento del socialismo su Marte e raccontando in dettaglio la costruzione dei Grandi Canali, strutture geologiche individuate dallo scienziato italiano Giovanni Schiaparelli. Partendo da un’epoca feudale, con il duca Ormen Al’do, passando per il periodo borghese e capitalista caratterizzato da Menni e giungendo alla socialista Netti, Bogdanov riesce ancora una volta, dopo Stella Rossa, a usare il linguaggio della finzione per trasmettere la sua visione filosofica e politica, adoperando i tre protagonisti come espediente per mostrare le differenze insite nella percezione della coscienza di classe di ognuno. A metà tra la saga familiare e il “romanzo fantastico”, come recita il sottotitolo, Ingegner Menni è da considerarsi un altro tassello fondamentale nella divulgazione del pensiero bogdanoviano e della sua “scienza organizzativa” che di lì a poco illustrerà appieno con Tectologia. Duramente criticato da Lenin, dopo i contrasti con Bogdanov che lo hanno portato ad abbandonare la frazione bolscevica, il libro non è stato più ristampato per sessant’anni a partire dal 1929.

La Festa dell’Immortalità: Fu pubblicato una sola volta mentre Bogdanov era ancora in vita, in Letučie al’manachi nel 1914, per poi riapparire nel 1991 nella rivista Ural’skij sledopyt (N.1, pp. 25-28). La tematica del racconto (titolo in russo Prazdnik bessmertija) si avvicina indubbiamente ai romanzi della dilogia marziana, Stella Rossa e Ingegner Menni. In questo caso, però, Bogdanov non ritrae il passato o il presente del popolo marziano, va invece a descrivere il futuro dei terrestri, oramai figli di un paradiso comunista instaurato con successo da secoli e addirittura in grado di risolvere il problema dell’invecchiamento e dell’ineluttabilità della morte con la misteriosa iniezione di “immunità”. A seguito di questa scoperta, pare dunque che nulla possa più assillare l’esistenza umana, libera di continuare a prosperare senza la preoccupazione di una fine inesorabile. Se non che, la smentita a questo apparente idillio giunge proprio dal protagonista della storia, il brillante scienziato e artista mancato Fride, simile, per certi versi, all’illustre ingegner Menni dell’omonimo romanzo. Il dilemma di una vita che non sembra mai finire, che continua spietata in un ciclico ripetersi di dubbi ed esperienze ridondanti, un dilemma che pare non avere soluzione, se non il ritorno al fatale destino dell’uomo.

Editore: AlcatrazPrezzo: € 16,00
Collana: Solaris 5Copertina flessibile
ISBN: 9788885772274In vendita dal 28 gennaio 2021
376 pagine

Aleksandr Bogdanov

Economista, sociologo, scienziato della natura, filosofo, critico d’arte, psicologo, medico, fondatore del “Proletkul’t”, Aleksandr Aleksandrovič Malinovskij, meglio noto come Bogdanov, fu il più grande scrittore di fantascienza prima della Rivoluzione del 1917. Interessato agli studi ematologici, morì nel 1928, tentando su di sé un esperimento di trasfusione. Stella Rossa fu un grande successo editoriale, stampato in centinaia di migliaia di copie e funse da romanzo antesignano degli eventi che colpirono la Russia di lì a pochi anni.

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