Noi di Evgenij Ivanovič Zamjatin

“Nel ventiseiesimo secolo, nella visione di Zamyatin, gli abitanti di Utopia hanno perso completamente la loro individualità tanto da essere riconosciuti solo come dei numeri. Vivono in case di vetro (questo è stato scritto prima che la televisione venisse inventata), il che consente alla polizia politica, nota come i “Guardiani”, di sorvegliarli più facilmente. Indossano tutti uniformi identiche e un essere umano è comunemente indicato come “un numero” o una “unif” (uniforme). Vivono di cibo sintetico e la loro solita ricreazione è marciare a quattro zampe mentre l’inno dello Stato Unico viene trasmesso attraverso gli altoparlanti. A intervalli prestabiliti è concessa loro un’ora (nota come “l’ora del sesso”) per abbassare le tende dei loro appartamenti in vetro. Ovviamente non esiste il matrimonio, anche se la vita sessuale non sembra essere completamente promiscua. Per fare l’amore tutti hanno una sorta di tessera di biglietti rosa, e il partner con cui trascorrere una delle proprie ore di sesso precedentemente assegnata, firma un registro. Lo Stato Unico è governato da un personaggio noto come Il Benefattore, che viene eletto annualmente da tutta la popolazione, con voto sempre unanime. Il principio guida dello Stato è che la felicità e la libertà sono incompatibili. Nel Giardino dell’Eden l’uomo era felice, ma nella sua follia esigeva la libertà e fu cacciato nel deserto. Ora lo Stato Unico ha ripristinato la felicità rimuovendo la libertà.” George Orwell

Editore: FanucciPrezzo: € 9,90 / € 6,99
Collana: Piccola biblioteca del fantasticoCopertina rigida / Ebook
ISBN: 9788834741665In vendita dal 13 maggio 2021
224 pagine

Evgenij Ivanovič Zamjatin

Nato a Lebedjan (Lipeck) nel 1884, ingegnere navale di professione, esordì con un libro di racconti, La vita in provincia (1911). Seguirono il romanzo breve In capo al mondo (1914) che gli costò un processo per “antimilitarismo e idee sovversive”, i racconti Gli isolani (1917) e Il pescatore di uomini (1921), la cui ambientazione riflette le esperienze di un soggiorno in Inghilterra dopo la rivoluzione. La pubblicazione del romanzo Noi, uscito in Inghilterra nel 1924 e su un giornale di emigrati a Praga nel 1928, accentuò l’ostilità già creatasi intorno a Zamjatin per la sua posizione di intellettuale comunista lontano dalle forme di dogmatismo. Nel 1932, per l’intervento di Gor’kij presso Stalin, riuscì a lasciare la Russia e si stabilì a Parigi con la moglie dove morì nel 1937. Tra le altre opere ricordiamo Racconti empi (1927), Il racconto del più essenziale (1928), il dramma storico sull’inquisizione spagnola I fuochi di san Domenico (1922), la gustosissima commedia La pulce (1925) tratta da un racconto di N.S. Leskov, e la tragedia Attila (1928).

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