Un nuovo genere di rivista di Hugo Gernsback

Un’altra rivista di narrativa! 
A prima vista sembra impossibile che ci possa essere spazio per un’altra rivista di narrativa in questo paese. Il lettore potrebbe chiedersi: «Non ce ne sono già abbastanza, con le diverse centinaia che vengono pubblicate ora?» Vero [1], ma questa non è «un’altra rivista di narrativa», Amazing Stories è un nuovo tipo di rivista! È interamente nuova, completamente diversa, qualcosa che non è mai stato fatto prima in questo paese. Pertanto, Amazing Stories merita tutta la vostra attenzione e il vostro interesse.
C’è la solita rivista di narrativa, la rivista con storie d’amore e sex-appeal, la rivista d’avventura, e via dicendo, ma, in America, una rivista di Scienza Fantastica (Scientifiction) è una pioniera nel suo campo.
Con Scienza Fantastica intendo la storia tipica di Jules Verne, H. G. Wells e Edgar Allan Poe: un romanzo affascinante intrecciato con fatti scientifici e visioni profetiche [2]. Per molti anni storie di questa natura sono state pubblicate nelle riviste sorelle di Amazing Stories, Science & Invention e Radio News.
Ma con la crescente richiesta di questo genere di storie, c’era solo una cosa da fare: pubblicare una rivista nella quale la finzione scientifica rivestisse un ruolo esclusivo. A questo scopo abbiamo predisposto piani elaborati, senza risparmiare né tempo né denaro.
Edgar Allan Poe può essere definito il padre della Scienza Fantastica. È stato lui che ha veramente dato origine al romanzo, tessendo abilmente dentro e intorno alla storia un discorso scientifico. Jules Verne, con i suoi fantastici romanzi, anch’essi abilmente intrecciati al filone scientifico, è venuto dopo. Un po’ più tardi è arrivato H. G. Wells, le cui storie scientifiche, come quelle dei suoi predecessori, sono diventate famose e immortali.
Bisogna ricordare che viviamo in un mondo completamente nuovo. Duecento anni fa, storie di questo tipo non erano possibili. Oggi, la scienza, attraverso i suoi diversi rami (la meccanica, l’elettricità, l’astronomia, ecc.), entra intimamente nelle nostre vite, e siamo così immersi in essa, che siamo piuttosto inclini a dare per scontate nuove invenzioni e nuove scoperte. Con l’attuale progresso, il nostro modo di vivere è cambiato, e non c’è da meravigliarsi, quindi, che molte situazioni fantastiche, impossibili 100 anni fa, si realizzino oggi. È in questa situazione che i nuovi romanzieri trovano la loro grande ispirazione.
Non solo questi incredibili racconti sono una lettura tremendamente interessante, ma sono anche sempre istruttivi. Forniscono conoscenze che altrimenti non potremmo ottenere, e le forniscono in una forma molto gradevole. Perché i migliori scrittori scientifici moderni hanno l’abilità di impartire la conoscenza, e persino l’ispirazione, senza renderci consapevoli che ci stanno ammaestrando.
E non solo! Poe, Verne, Wells, Bellamy e molti altri si sono dimostrati veri profeti [3]. Le profezie fatte in molte delle loro storie più incredibili si stanno realizzando, e si sono realizzate. Prendete, per esempio, il fantastico sottomarino del racconto più famoso di Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari. Ha predetto l’odierno sottomarino quasi fino all’ultimo bullone! Le nuove invenzioni immaginate per noi nella Scienza Fantastica di oggi non sono affatto impossibili da realizzare domani. Molte grandi storie di scienza destinate a diventare di interesse storico devono ancora essere scritte, e la rivista Amazing Stories sarà il mezzo attraverso il quale queste storie arriveranno a voi. I posteri li indicheranno come quelli che hanno aperto una nuova strada, non solo nella letteratura e nella narrativa, ma anche nel progresso.
Noi che pubblichiamo Amazing Stories ci rendiamo conto della grande responsabilità di questa impresa, e non risparmieremo le energie per presentarvi, ogni mese, il meglio che questo genere di letteratura può offrire.
Sono già stati presi accordi esclusivi con i detentori dei diritti di tutte le più grandi e immortali opere di Jules Verne [4]. Molte di queste storie non sono ancora note al grande pubblico americano. Per la prima volta saranno alla portata di ogni lettore attraverso Amazing Stories. Un certo numero di storie tedesche, francesi e inglesi di questo genere, scritte dai migliori autori dei rispettivi paesi, sono già state messe sotto contratto e speriamo molto presto di poter ampliare la rivista e presentare così sempre più materiale ai nostri lettori.
Quanto sarà buona in futuro la rivista dipenderà anche da voi. Leggete Amazing Stories, fatela leggere ai vostri amici e poi scriveteci cosa ne pensate. Daremo il benvenuto alle critiche costruttive, perché solo in questo modo sapremo come soddisfarvi.


[1] Frank Munsey è generalmente conosciuto per aver pubblicato, nel 1882, la prima rivista pulp (Argosy) “stampandola su carta grossolana e riempiendola di storie d’avventura per adulti”. Quando Munsey stimò le dimensioni del pubblico americano che leggeva le riviste, fissò il numero a 250.000 nel 1893 e 750.000 nel 1899. Nel 1947, un sondaggio nazionale del Magazine Advertising Bureau calcolò che le riviste lette dalle famiglie americane erano circa 32.300.000. Theodore Peterson, Magazines in the Twentieth Century (Urbana: University of Illinois Press, 1964), 314. Questa rapida espansione del mercato delle riviste significò che dalla metà degli anni Venti, le “diverse centinaia” di riviste di narrativa sul mercato furono in grado di diversificarsi in pubblicazioni di nicchia incredibilmente ristrette “dedicate a ogni genere e argomento immaginabile, come Courtroom Stories (il primo numero conteneva una storia di copertina sui processi di Oscar Wilde), Football Action, Zeppelin Stories e Gun Molls Magazine(Peterson, 75). Per un resoconto di come la letteratura modernista abbia lavorato non in opposizione ma all’interno di questo mercato di massa della letteratura popolare – “il prodotto materiale, il modernismo nel mercato, dove si trovava: in edicola, all’emporio, sulle bancarelle” – si veda David M. Earle, Re-Covering Modernism: Pulps, Paperbacks, and the Prejudice of Form (Farnham, UK: Ashgate, 2009).
[2] Gernsback cita spesso Verne, Wells e Poe negli editoriali delle sue riviste di narrativa come figure fondatrici del genere fantascientifico. Questo numero presentava opere di tutti e tre gli scrittori: Off on a Comet, or Hector Servadac (1877) di Verne, The New Accelerator (1901) di Wells, e The Facts in the Case of M. Valdemar (1845) di Poe. Ma come sottolinea Gary Westfahl – che vede in questo editoriale una delle prime definizioni programmatiche della fantascienza – Gernsback aveva una comprensione più ampia dei testi di protofantascienza nel XIX secolo ben oltre questi tre autori canonici. Gary Westfahl, “‘The Jules Verne, H. G. Wells, and Edgar Allan Poe Type of Story’: Hugo Gernsback’s History of Science Fiction,” Science Fiction Studies 19, no. 3 (novembre 1992): 340-53, 342-43.
[3] Si riferisce a Edward Bellamy, scrittore americano del best-seller utopico socialista Looking Backward: 2000-1887 (1888).
[4] La copertina del primo numero di Amazing Stories propone un’illustrazione di Off on a Comet di Verne. Mike Ashley sostiene che esordire con questo romanzo era esclusivamente un modo per far guadagnare credito alla rivista attraverso la reputazione dell’autore, dato che si trattava “probabilmente, di uno dei romanzi di Verne meno plausibili dal punto di vista scientifico”. Gernsback lo ammette nella sua introduzione: “… l’autore abbandona qui il suo solito atteggiamento scrupolosamente scientifico e dà più libero sfogo alla sua fantasia. Mike Ashley, The Gernsback Days: A Study of the Evolution of Modern Science Fiction from 1911 to 1936 (Holicong, Penn.: Wildside Press, 2004), 78.

Amazing Stories – Vol. 1 No. 1 – April, 1926 
Reference: manifold.umn.edu

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