Ghiaccio di Anna Kavan

Tre personaggi: un io narrante alla continua ricerca di una fantomatica ragazza albina e un antagonista, ora marito, ora carceriere. La vicenda si svolge attraverso continui disallineamenti spazio-temporali, in un romanzo inclassificabile, attraversato da un continuo passaggio dallo stato di sogno a quello di veglia, accerchiato dall’avanzata di un ghiaccio che è reale, forse dovuto a un disastro nucleare, ma che insieme simbolizza l’avanzata dell’inevitabile, la droga che prende terreno, l’abitudine a una fine che si fa ogni giorno più ineluttabile. L’autorità e il potere maschile vengono annotati attraverso un linguaggio che si sdoppia: mentre il cacciatore modella la sua preda, Kavan, scrittrice consapevole, modella il cacciatore, scolpendo lui e lei nel ghiaccio.

Editore: 451Prezzo: € 16,00 / € 7,99
ISBN: 9788834920022Copertina flessibile / Ebook
176 pagineIn vendita dal 15 settembre 2021

Anna Kavan

Helen Emily Woods nacque a Cannes il 10 aprile 1901 in una ricca famiglia inglese espatriata in Francia. Le sue prime opere furono pubblicate con il nom de plume di Helen Ferguson, il nome da sposata. Questi romanzi davano poche indicazioni sulla natura sperimentale e inquietante del suo lavoro successivo. I Am Lazarus (1945), una raccolta di racconti che analizza il paesaggio interiore di un esploratore psichico, annunciò lo stile e il contenuto innovativo della scrittura di Kavan. Il cambiamento coincise con un forte esaurimento nervoso che la portò a tentare il suicidio. Durante questo periodo, Helen si ribattezzò, anche legalmente, Anna Kavan, il personaggio di un suo romanzo, Let Me Alone. Intorno al 1926, divenne dipendente dall’eroina, la quale, secondo alcuni, la condusse alla morte per overdose. In realtà morì per insufficienza cardiaca, nella sua casa di Kensington il 5 dicembre 1968.

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